L’ultimo Partigiano di Dio

Un Profeta Lottatore

Quale è la vicenda della quale Paolo Vizzacchero tratta in questa sua operetta?

 Egli vuole mettere in risalto l’imponderabilità di ciò che ha impegnato la vita e l’opera di Padre Gabriele: smascherare il vecchio nemico, i raffinati travestimenti di quella forza distruttrice che minaccia permanentemente la vita umana fino a condurla nel precipizio della morte.

 

La forza della Fede di P. Amorth gareggia con il biblico scontro tra Elia e i profeti di Baal.

 Lo zelo infuocato di Elia, incendia l’ultimo Profeta partigiano dei nostri tempi contro il maligno.

Elia si è manifestato in questo umile profeta. Con Maria lui ha voluto sconfiggere le nefandezze dell’avversario di Cristo, che attualmente sta imperversando sull’intera umanità nel Covid-19.

E la prova del fuoco dei due è stata la consacrazione a Maria dell’Italia, mentre Padre Amorth con incrollabile Fede sfidava la seduzione e i tranelli dell’aggressore Satana, affinché il malintenzionato maligno non trovi incustodito il dono della Fede.

    Come l’Angelo del sesto sigillo dell’Apocalisse, che precede la venuta del giorno del Signore con l’ineluttabile giudizio che sta per abbattersi sul mondo, Padre Amorth ha lottato fino alla morte.

    La sobrietà e onestà intellettuale, che non gli mancavano, non gli risparmiarono colpi terribili, ma sotto la sferzante realtà del male prodotto da quell’agente oscuro, pervertitore conturbante, che è il diavolo, Padre Gabriele visse l’audacia della vittoria di Maria e del Suo Cuore Immacolato.

Note sull'autore

 

Paolo Vizzacchero è ausiliare esorcista. Ha conosciuto Gabriele Amorth a seguito della possessione della sorella maggiore, che quest'ultimo ha portato a guarigione in un paio d'anni. Ne è scaturita un'amicizia che lo ha portato a stare accanto ad Amorth fino alla fine dei suoi giorni. Egli lo definiva il proprio "scudiero".

Descrizione

 

Grazie alla sua prossimità al religioso paolino Gabriele Amorth, l'autore di questo libro è in grado di descrivere con rigore e precisione quanto avviene nel corso di un esorcismo, per aver vissuto in prima persona la liberazione della sorella maggiore e coadiuvato Amorth in altri esorcismi.

Il volume riporta anche una sezione di interviste di padre Amorth e di testimonianze dirette sulla sua opera, assieme a un'appendice fotografica.

Su quanto descritto in queste pagine si è basato anche William Friedkin, già regista de "L'esorcista" (1973), per la realizzazione del documentario "The Devil and Father Amorth", reperibile anche con sottotitoli italiano.

Come collaboratore, ed ancor più come amico, ho sentito di lasciare questa testimonianza letteraria sull’esperienza vissuta vicino a Padre Gabriele Amorth.

Quando ormai era evidente la debolezza nelle sue gambe, sapendo quanto ci tenesse nello svolgere l’opera di evangelizzazione, ho avuto la possibilità di accompagnarlo al suo gruppo di preghiera “Regina della  Pace”, quindi sostenendolo nei suoi spostamenti sull’altare.

Ho sempre sostenuto che ha salvato molte più anime attraverso la sua lunga e puntuale evangelizzazione, in proporzione a quelle salvate grazie ai suoi esorcismi.

La sua grande sofferenza è stata quella manifestata in ospedale, quando le sue condizioni non gli permettevano più di parlare in forma comprensibile.

Tre promesse ho fatto lui dopo il suo rientro in cielo, la prima di completare il documentario “ the devil and father Amorth” al quale teneva particolarmente; la seconda un testo scritto riportante le sue battaglie con il maligno testimoniate da chi come me ha potuto coadiuvarlo durante gli esorcismi; la terza la realizzazione di un film a puntate che abbia come scopo unico finale l’evangelizzazione, sostenuto quindi da fatti veramente accaduti, e concetti naturalmente espressi dallo stesso.

Ho necessità per arrivare al compimento della terza promessa di far conoscere questa esperienza di vita  a me concessa, di essergli potuto stare vicino fino agli ultimi istanti di vita.

Il testo è possibile ordinarlo seguendo le indicazioni in calce. Chi non avesse la possibilità di acquistarlo lasci pure il suo indirizzo verrà comunque spedita una copia omaggio.

Il plico conterrà un pieghevole ricordo della vita sacerdotale di Padre Gabriele Amorth.

Nel caso sia gradita la dedica dell’autore, indicare pure il nome della persona da menzionare.

 

Ringraziando in anticipo coloro i quali acquistando il testo, vorranno farsi compartecipi  di una esperienza personale unica, abbiano anche la certezza che il loro  contributo  di fatto mi aiuterà a realizzare un sogno nel cassetto, ovvero la terza promessa fatta a Padre Gabriele Amorth, un film sulla sua vita.

Grazie Paolo Vizzacchero

Ai miei genitori  Giovanni e Arcangela   Un pensiero al mio amico in Paradiso Marco Schirinzi

 

Un ringraziamento sentito a tutta la famiglia Amorth,per le inedite testimonianze fornite, contribuendo di fatto a donare un carattere di unicità all’opera

Segue un estratto di alcune pagine, selezionate dallo stesso libro, con il fine di rivelare fedelmente le dinamiche spirituali relative ad una preghiera di esorcismo. 
La testimonianza dell'autore, per lunghi anni ausiliare esorcista di Padre Gabriele Amorth, risulta particolarmente utile e illuminante per coloro che volessero approfondire questo tema.

Una vicenda spaventosa 

 

Incontrare padre Gabriele Amorth è un po’ come confrontarsi con l’indefinito; non sai se ti trovi

vicino al prescelto, tanto è lo spessore spirituale trasmesso, oppure al cospetto di un grande umorista.

A volte lo trovi serio, rigido, quasi hai paura di parlargli, anche se a dire il vero sai sempre che hai a che fare con un tenero, un buono, il più delle volte aperto, disponibile, pronto comunque a spiazzarti con una battuta spiritosa.

In entrambi i casi, incrociando padre Gabriele si ha l’impressione di imbattersi in una persona comune, anche se poi a scendere nel profondo del suo ruolo, in tema di ‘trattamenti terapeutici spirituali’ non è secondo a nessuno; anzi mi permetto di dirgli : «Ricorda che sei sempre il numero UNO!!».

Sono passati anni ormai, da quando, angosciato per un problema familiare prospettatogli, lo “sbriciolò”… attraverso uno dei suoi “trattamenti di grazia”, ovvero gli esorcismi

pagina 11

Il trabocchetto

 

Ci trovammo dentro una stanza con porte a vetri. Mi guardai intorno e non vidi nessuno, quasi mi stavo convincendo di aver sbagliato. Ad un certo punto si aprì una porta e uscì fuori un sacerdote anziano che con voce debole chiamò: «E’ Nadia?». Lo guardai bene, era proprio lui padre Amorth, lo avevo immaginato più giovane, forse ricordando la foto del libro; so solo che istintivamente già avrei voluto abbracciarlo per il fatto di averci permesso di essere lì. So solo che già gli volevo bene. Ci riprese subito per il leggero ritardo, ma fu un modo garbato ed educato, quasi gli risultasse difficile riprenderci; era per lo più preoccupato dei successivi ‘ammalati’…..

Quindi si allontanò un po’: forse doveva prendere gli strumenti del lavoro? Contemporaneamente mia sorella esclamò: «Io già mi sento male»; era chiaro, il maledetto dentro soffriva, cominciava a far star male, a soffrire per quel luogo di culto. Da lì a qualche secondo, padre Amorth passò dietro le spalle di mia sorella seduta alla mia destra, e le sue gambe cominciarono subito ad essere epilettiche, vibravano entrambe. C’eravamo: l’accusatore si stava manifestando, non riusciva ad occultarsi nei luoghi sacri; la chiesa e quel già santo sacerdote erano per lui motivo di sofferenza. Ero tranquillo, è proprio il caso di dire che mi sentivo “dentro una botte di ferro”.

pagina 33

Come opporsi al maligno?

 

Dunque padre Gabriele era ormai sereno e felice per mia sorella e io certo più di lui. Quel giorno ricordo che ero seduto su una sedia accanto a lui, quando mi chiese: «Lei come sta?». «Bene, io sto bene Padre»; si preoccupava in quanto a volte taluni spiriti escono da un corpo e si gettano in un altro, se non di un animale come testimoniato dal Vangelo stesso. «Venga, che vorrei dare una benedizione anche a lei!»… e pensare quanto avrei voluto averla, e come!

Mi fece sedere sulla sedia degli indemoniati, mise la stola viola su di me procedendo con le preghiere del caso; che strano effetto faceva passare da spettatore a esorcizzando. Ma ancor prima di sedermi però, padre Amorth mi disse col sorriso, ma sottovoce: «Lei non ha proprio nulla».

Mentre ero seduto su quella sedia, un pensiero mi passò per la testa: se adesso cominciassi anch’io a cambiare voce, ad essere epilettico? Un po’ di paura l’avevo. Mi arrivò comunque un messaggio, via cellulare di mia sorella: «Uno dei tuoi Angeli custodi …. sii altruista e disponibile, non sarai mai solo!».Dopo le preghiere del rito padre Amorth, togliendosi la stola viola e mettendomi la mano sulla spalla  aveva dichiarato: «Per ciò che curo io, lei scoppia di salute, che il Signore la benedica!». E rivolgendosi a Nadia: «Sa recitare il Rosario?».

Alla risposta affermativa di mia sorella: «Bene, lo reciti tutti i giorni perché, se il diavolo rientra e più difficile cacciarlo via!».

A poche persone ho raccontato queste vicissitudini, di certo non ai parenti increduli; non avrei voluto spaventarli oltre.

 

pagina 48

 

Usciti però dalla bolgia del problema, cominciavano le mie riflessioni. Era finita per lei, ma non per me. Avevo molte cose da chiedere a Dio, ne avevo “confezionate” una sfilza nella convinzione che le risposte sarebbero arrivate.

Rientriamo in macchina, accendo la radio, si parla di Milingo: che caso penso, ma quanto mi ha aiutato il suo libro. Saluto mia sorella, comincio a vedere tutto diverso, felice ora perché adesso avrei potuto pensare a me stesso, braccia levate verso il cielo riferito a mia madre, “vittoria vittoria”: ho vinto io sul maligno! Dito medio verso il basso e con tono di voce più alto: “Ride bene chi ride ultimo!”.

Tornato a casa trovo un opuscolo nella buca della posta con la scritta: Credete che Gesù sia vissuto sulla terra? Questa frase proprio il giorno della liberazione con un’altra che mi colpisce, cioè che satana, il diavolo può leggere la mente. Nel volumetto, il commentatore esprime lì il concetto che, se satana è un avversario temibile, però non dobbiamo avere un timore patologico, né di lui né dei suoi diavoli: “Opponetevi al diavolo e lui fuggirà da voi”, così terminava quell’opuscolo.

Le domande accumulatesi nella mia mente dall’esperienza vissuta, pian piano mi erano state spiegate, anche durante la partecipazione alle sante Messe del gruppo di padre Gabriele.

Negli ultimi due anni ero al suo fianco all’altare nel sostenerlo assistendolo, e mentre celebrava gli esorcismi. Particolarmente nell’ultimo anno avevo svolto il compito di suo assistente, ricevendo innumerevoli luci – e da quale autorevole fonte! - nel confronto verbale tra lui ed il demonio.

 

pagina 49

L'intelligenza dell' uomo Gabriele

Da grande sacerdote colto e spiccatamente intelligente, non c’è da meravigliarsi che padre Amorth, abbia quasi coltivato sprazzi di ironia tendenti al comico da farsi considerare proprio “il numero uno”, come mi son permesso di chiamarlo più volte, un uomo  di una simpatia esemplare, gran barzellettiere, spesso con scorci di teatralità più vicini ad un comico che ad un esorcista.

Un giorno, mentre lo accompagnavo nella saletta privata della Parrocchia San Camillo de Lellis, dove l’ultimo sabato del mese riceveva i fedeli per la benedizione personale, e dove incontrava sempre con grande gioia il suo gruppo di preghiera, lo trovai particolarmente affaticato sulle gambe, quasi che la fatica gli impedisse di muoversi disinvoltamente.

Aiutandolo a  sedersi con una certa difficoltà, e vedendolo un po’ abbattuto moralmente, volli confortarlo dicendogli: «Ricordati che sei sempre il numero uno». Neanche mi fece finire di parlare; secca e simpatica la sua risposta: «Hai proprio ragione, oggi gli infermi sono proprio il numero uno!». Con ironia volle sottolineare di essere divenuto proprio il numero uno degli invalidi!

Dopo parecchio tempo, ero andato a trovarlo per confrontarmi un po’ con lui. Mi faceva bene quel confronto. Padre Amorth mi aspettava in una saletta a piano terra, e quel giorno lo trovai con lo sguardo un po’ triste; mi chiesi il perché; dopotutto anche se ritenuto il più forte al mondo per la sua lotta con il diavolo, nella sua mente, nelle sue riflessioni era pur sempre un uomo con le sue gioie, i suoi pensieri e le sue tristezze.

Ma, l’unica persona con la quale i sacerdoti esorcisti possono confrontarsi e alla quale riferirsi  è unicamente Dio.

pagina 61

Che cos'è Medjugorje

Con chi parlarne se non con Colui, il solo che è in grado di comprenderli totalmente? E Dio soltanto può dare conforto dopo ogni “battaglia con il maligno”.

Mi domandavo cosa pensasse dentro di sé, ma la mia riservatezza mi consigliò di non chiederglielo.

Fu quello stesso giorno che, alla fine di una chiacchierata, mi disse alzando il volto verso l’alto: «Ti faccio una confidenza», indicandomi il quadro con l’immagine di Papa Giovanni Paolo II: «Quando chiedo la sua intercessione durante l’esorcismo, il maligno mi impone di non nominarlo, lo soffre terribilmente», e quando lo costringo a dire il perché, non lo tollera rispondendomi: “Non lo sopporto perché ha distrutto tutti i mie piani». «Come ha fatto a distruggerli?» chiedo. Risoluta la risposta del maligno: «Mi ha sottratto un sacco di giovani!».

Il modo di accogliere i giovani, di organizzare giornate della gioventù di Giovanni Paolo II, fece sì che tanti ragazzi si riavvicinassero alla Chiesa, e di conseguenza venissero sottratti all’azione del diavolo.

Purtroppo sempre più i ragazzi si stordiscono con la droga, l’alcool e peggio ancora  aderendo alle sette segrete  nelle quali, una volta entrati, il maligno li sottopone a veri riti iniziatici, tanto che anche quando ci si rende conto dell’errore, risulta estremamente difficilmente uscirne indenni, e nel peggiore dei casi mettendo a rischio la propria incolumità fisica .

Correva l’anno 2010, quando ebbi un brutto incidente con lo scooter e finii sotto un camion; sentivo persone che urlavano è morto è morto. 

pagina 62

Fortunatamente, mentre la moto era incastrata sotto il camion, io mi ero divincolato e uscito indenne; mi mancava solo una scarpa. Mentre il conducente sotto shock non usciva dall’abitacolo, un uomo mi si avvicinò dicendomi: «Ringrazi la Madonna, ho visto tutto; per me lei era morto lì sotto!».

Da tempo avrei voluto visitare Medjugorje, e quella sarebbe stata l’occasione giusta per andare a ringraziare la Madonna. Mi recai prima da padre Gabriele, per sapere qualcosa di meglio su tali apparizioni, avvalendomi della sua notorietà di mariologo ; sarebbe bastato.

Mi disse che subito dopo le prime apparizioni, iniziate nel  lontano giugno 1981, si era precipitato per verificare l’autenticità delle visioni di quei sei ragazzini che, da un giorno all’altro si ritrovarono ad ascoltare e a parlare con la Madonna.

Egli mi raccontò di quando apparve loro per la prima volta, e cioè che i ragazzi: «Presi da tanto coraggio ….scapparono», ma tornarono il giorno sul luogo, avendo di nuovo le apparizioni; e quella

volta rimasero lì in ascolto di Maria  e in contemplazione. 

Quante angherie subirono quei  sei ragazzini per via di quelle apparizioni; era duro per un governo comunista  dover accettare che Maria apparisse proprio lì in quel luogo. E questo fu il motivo di tanti ostinati tentativi di funzionari di Stato attraverso la Polizia locale, di far leva anche con azioni alquanto discutibili, affinché i ragazzi ritrattassero le loro posizioni; ma già erano sostenuti in tale prova dalle stesse parole della Madonna, che aveva assicurato loro il suo pieno sostegno.

Anche se son trascorsi ben sette anni dal mio incidente, padre Gabriele disse: «Ricorda tre cose di Medjugorje: è il posto al mondo dove avviene il maggior numero di confessioni, dove si conta il maggior numero di conversioni, e dove ti puoi aspettare che avvenga di tutto!».

 

pagina 63

Don Gabiriele, con i fratelli e la mamma Giuseppina 

Cosa accade all’anima dopo la morte?

 

Premessa indispensabile è sapere e credere che per la Rivelazione l’anima è immortale, cosicché noi abbiamo solo questa vita presente. Nessun’altra vita terrena, nessuna reincarnazione. L’anima è immortale, e dove va?

La Rivelazione, ispirata dallo Spirito Santo ha parole molto chiare, che sono state via via chiarificate dal Magistero ecclesiale lungo il percorso della storia umana e cristiana. Importante conoscerle, anche per riuscire a comprendere l’Antico Testamento; altrimenti non si riesce ad identificarlo come preparazione alla pienezza della Rivelazione del Nuovo Testamento.

Alla luce del Nuovo Testamento e alla luce della Risurrezione di Cristo Gesù, che ha ristabilito in forma meravigliosa il piano di Dio guastato dal peccato originale, noi sappiamo che esiste una triplice destinazione dell’anima: il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio.

Per l’Antico Testamento queste verità non sono chiare, perché solo verso gli ultimi tempi più vicini a Cristo, l’Antico Testamento riesce a cogliere qualcosa dell’aldilà.

 

pagina 141

La Fede però rimane intatta, cioè rimane Fede cattolica, se uno non crede nell’esistenza di satana?

No. Le racconto un episodio. Quando incontrai per la prima volta Don Pellegrino Ernetti, un celebre esorcista, che ha esercitato il ministero per quarant’anni a Venezia, gli dissi: «Se potessi parlare con il  Papa gli direi che incontro troppi Vescovi i quali non credono nel demonio». Il pomeriggio seguente padre Ernetti è tornato da me per riferirmi che il mattino era stato ricevuto da Giovanni Paolo II: «Santità, gli aveva detto, c’è un esorcista qui a Roma, padre Amorth, che se venisse da lei direbbe che conosce troppi Vescovi che non credono nel demonio». Il Papa gli ha risposto, secco: «Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo». Ecco la risposta che lui ha dato e che io ripeto.

Domanda: Mi faccia capire: la conseguenza è che molti Vescovi e molti preti non sarebbero cattolici?

Diciamo che non credono a una verità evangelica. Quindi semmai li taccerei di propagare un’eresia. Però intendiamoci: uno è formalmente eretico se viene accusato di qualcosa e se persiste nell’errore. Ma nessuno oggi per la situazione che c’è nella Chiesa, accusa un Vescovo di non credere nel diavolo, nelle possessioni demoniache e di non nominare esorcisti perché non ci crede. Eppure potrei farle tantissimi nomi di Vescovi e Cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto a tutti gli esorcisti la facoltà di esercitare il ministero. Oppure di Vescovi che sostengono apertamente: «Io non ci credo. Sono cose del passato». Perché? Purtroppo c’è stata l’influenza perniciosissima di alcuni biblisti, e potrei citarle nomi illustri. Noi che tocchiamo ogni giorno con mano il mondo dell’aldilà, sappiamo chi ha messo lo zampino in tante riforme liturgiche.

pagina 172

CONSACRAZIONE DELL’ITALIA A MARIA

 

La storia è questa, Padre Gabriele Amorth si è adoperato per consacrare l’Italia intera al Cuore Immacolato di Maria, pensiero suggeritogli da un suo confratello (don Stefano Lamera). Le altre nazioni europee erano già consacrate a Maria, particolarmente nel diciassettesimo secolo. Ovviamente in quel secolo l’Italia (intesa come nazione unita) non esisteva ancora e quindi mancò la consacrazione. Si è a cavallo tra il 1958 e il 1959. Padre Amorth così si rivolse per questo scopo all'allora Arcivescovo di Bologna, Cardinal Giacomo Lercaro, che sottopose la questione alla CEI. Ecco che Padre Amorth fu nominato segretario con pieni poteri. L’idea fu quella di far peregrinare la statua della Madonna di Fatima per tutti i capoluoghi di provincia italiani. Ma ovviamente occorreva far arrivare la statua in Italia. Volendo approfittare del Congresso Eucaristico a Catania organizzato per i primi di settembre del 1959, era indispensabile stringere i tempi. Ecco che Padre Amorth decise di far pervenire la statua della Madonna di Fatima in Italia con l'aereo e poi di farla peregrinare tra un capoluogo e l'altro in elicottero. Come fare? Padre Amorth era molto amico di Giulio Andreotti e a lui chiese consiglio su come procedere per i viaggi aerei. Questi gli consigliò di rivolgersi ai Cavalieri dell'Ordine di Malta che gli misero a disposizione aerei ed elicottero. Così nel 1959 l’Italia venne consacrata al Cuore Immacolato  di Maria

UNA SOSTA PARTICOLARE Come dicevamo la statua della Madonna doveva peregrinare tra i capoluoghi di provincia italiani. Ma ci fu una particolare eccezione. Padre Amorth deviò l'itinerario dell'elicottero per farlo sostare a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio, cosa che avvenne il 5 e 5 agosto 1959. ln quel tempo il frate con le stimmate era malato da mesi, e ben dal 5 maggio non poteva né celebrare né confessare. Successe che mentre l'elicottero si allontanava, Padre Pio si rivolse così alla Madonna con fede: "Madonna, Mamma mia, sei entrata in Italia e mi sono ammalato, ora te ne vai e mi lasci ancora malato". ln quell'istante sentì come un brivido e disse ai confratelli: "sono guarito". Si sentì sano e forte come mai in vita sua. ll frate disse poi in seguito: "la Madonna è venuta qui perché voleva guarire Padre Pio". ll 4 settembre 1959 scrisse poi una Giaculatoria per Padre Amorth. 
pagina 186

 

Preghiera a San Michele Arcangelo 

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta : sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.  Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che Ti viene da Dio, incatena nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a  perdizione  delle anime. 

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